Insalata di patate alla giapponese

15388598_10209077569948802_108514436_oLe insalate di patate della mia infanzia sono sempre state… di patate e basta. Al massimo con un po’ di prezzemolo, condite con olio e sale, e qualche goccia di aceto. Quindi potete immaginare il mio stupore nel vedere quella che qui è considerata l’unica e sola insalata di patate!
E’ molto usata nei bento ma anche come contorno. A me piace molto nei panini (lo so, è una maialata ma che ci posso fare? Amo i carboidrati). In questo bento trovate inoltre: un panino con prosciutto e cetriolo, un panino con banana e nutella, un pomodorino, uva.

Per fare i panini ho usato questa ricetta: come tutte le ricette di Adriano Continisio che ho provato finora è perfetta. Vengono panini tipo quelli semidolci da buffet, quasi senza crosta.

Ingredienti:

3 patate
un pezzetto di burro
1 cetriolo (io uso quelli giapponesi che sono più sottili di quelli italiani, eventualmente usatene 3/4)
2 fette di prosciutto
1 uovo
maionese, sale e pepe q.b.

Procedimento:

15387582_10209077570268810_1528341319_oFate bollire le patate o cuocetele al vapore, sbucciatele ancora calde e schiacciatele con una forchetta. Non usate lo schiacciapatate perché devono rimanere dei pezzetti, anche se piccoli. Aggiungete il burro e mescolate. Tagliate a fettine sottilissime il cetriolo (io uso una mandolina) e cospargetelo di sale. Dopo una decina di minuti strizzatelo e buttate via l’acqua che si sarà raccolta nel piatto. Tagliate a quadratini il prosciutto. Fate rassodare l’uovo, sgusciatelo e tagliatelo a pezzetti.
A questo punto mescolate tutti gli ingredienti e condite con un po’ di maionese. Assaggiate e valutate se aggiungere sale e, se piace, pepe.

Bento tips:

Tip 1 Il bento con i panini (ancora più che i tramezzini) è molto adatto in quelle situazioni in cui è meglio non combinare pasticci, ad esempio i pic nic o le gite (questo l’ha portato mia figlia di quattro anni in gita: per una volta non si è sporcata neanche un po’).

Tip 2 Per rendere i panini più carini consiglio di farcirli da sopra, tagliandoli quindi verticalmente senza arrivare in fondo in modo che le due metà del panino restino saldamente unite (e questo aiuta anche, di nuovo, a non combinare pasticci).

Muffin alla zucca

15182564_10208924724487761_611891923_oIn autunno la zucca diventa protagonista di tante ricette… Anche, perché no?, a merenda! Per questi muffin dal colore davvero stupendo ho usato una zucca arancione, l’ho cotta al forno e poi l’ho frullata, ma possiamo anche cuocerla al vapore o addirittura in padella (facendo attenzione che il risultato finale sia ben asciutto).

Ingredienti secchi:

1.5 cup (180-190 g) di farina
3/4 cup di zucchero (150 g)
un cuchiaino di lievito
un cucchiaino di bicarbonato
cannella a piacere

Ingredienti umidi:

1 cup (220 g) di zucca ridotta in purea
2 uova piccole (anche una sola, se la zucca è umida)
1/3 cup (70 g) di olio di semi

gocce di cioccolato o uvetta (rinvenuta)

Procedimento:
Mescolare in una ciotola gli ingredienti secchi e in un’altra gli ingredienti umidi (questi ultimi potete amalgamarli con un frullatore a immersione).
Foderare la vostra teglia per muffin con i pirottini di carta o imburrarla e scaldare il forno a 180 gradi.
Unire i due composti mescolando velocemente senza amalgamare troppo. Versare il composto ottenuto nei pirottini riempiendoli solo fino a 3/4. Infornare subito e cuocere per una ventina di minuti.
Questi muffin sono ottimi anche il giorno dopo e si prestano bene (come quasi tutti i muffin) alla congelazione. Poi ci sarebbe un’altra versione con  farcitura al formaggio… Ma di questo parleremo un’altra volta!
Per altri consigli sulla preparazione dei muffin rimando alla lettura di questo post.

San shoku soboro ben: bento con pollo, uova e spinaci

14875827_10208731622980344_1510414459_oIl bento di oggi è a base di pollo, uova strapazzate e spinaci bolliti. Tre sapori per tre colori diversi che creano un effetto cromatico davvero attraentre! Ed proprio “tre colori” che significa san shoku, mentre soboro è un termine che indica la cottura di qualcosa (solitamente la carne macinata) “a pezzettini”, “strapazzato”, “crumble”.

Nel bento trovate inoltre frittatina dolce, asparagi arrotolati nella pancetta, prosciutto cotto e pomodorini.

Ingredienti per il pollo:
carne di pollo macinata 60 g
un cucchiaio scarso di zucchero
un cucchiaino di sake
un cucchiaino di salsa di soia
zenzero grattugiato q.b. (a seconda dei gusti)

Ingredienti per l’uovo:
un uovo
mezzo cucchiaio di zucchero
mezzo cucchiaio di sake
un pizzico di sale

Ingredienti per gli spinaci:
due mazzetti di spinaci
sale q.b.

Procedimento:

Fate bollire gli spinaci in acqua salata, raffreddateli subito con del ghiaccio, strizzateli e sminuzzateli.
Sbattete l’uovo con lo zucchero, il sake e il sale. In una padella scaldate dell’olio e cuocete l’uovo mescolando continuamente facendo attenzione a non cuocerlo troppo: deve risultare morbido e spumoso
In un pentolino mescolate il pollo con gli altri ingredienti. Accendete il fuoco e cuocete mescolando di continuo possibilmente con delle bacchette in modo che i pezzetti di pollo si separino completamente. Cuocete fino a quando i liquidi saranno completamente consumati e la carne cotta. Assaggiate e regolate di sale.

E’ il momento di comporre il vostro bento! Disponete del riso sul fondo della vostra bento bako, e su di esso adagiate il pollo, l’uovo e gli spinaci, separatamente. Potete fare tutte le composizioni che vi suggerisce la fantasia, giocando con i colori!

Bento tips

Tip 1 Con 60 g di pollo e un uovo io ho realizzato un piccolo bento (da bambini) e mi sono avanzati entrambi gli ingredienti. Ovviamente potete scegliere di usare, ad esempio, 40 g di pollo e mezzo uovo, ricalcolando di conseguenza le quantità dei condimenti (che però a questo punto diventanto di difficile misurazione), oppure potete fare come me e usare gli avanzi per degli onigiri.

Tip 2 Se non siete amanti degli spinaci potete usare qualsiasi altra verdura verde: fagiolini, peperoni verdi ecc.

Tip 3 Con la stessa ricetta potete realizzare un “donburi” per pranzo o cena: invece che della bento bako utilizzate una bella ciotola colma di riso, sul quale disporrete pollo, uova e spinaci, e poi… vai di cucchiaio!

Focaccine alle olive

15007681_10208805396584638_660109521_oFinita l’estate, ci sono pomeriggi in cui si ha proprio voglia di una merenda che ci riporti indietro di qualche settimana, al caldo, al mare… possibilmente alla Liguria! Per preparare queste focaccine ho usato la ricetta della focaccia genovese di vivalafocaccia, sito che consiglio sempre. E’ leggermente più laboriosa delle altre focacce, ma vi assicuro che è un impasto magnifico, e il risultato finale è super!

Io come al solito ho solo modificato la quantità di lievito, oltre ovviamente ad aver realizzato delle focaccine piccole invece di una focaccia unica (cosa che per altro ho fatto diverse volte, bianca, con le cipolle ecc.)

Ingredienti
270 g di farina forte (la ricetta originale suggerisce di usare farina di media forza, che io però non trovo)
2.5 g di lievito di birra granulare
17 g di olio extravergine d’oliva
170 g di acqua a temperatura ambiente
5 g di sale
3 g di miele

Procedimento
Mescolate acqua, sale, miele e olio. Aggiungete metà della farina e iniziate a impastare. Aggiungete il lievito e poi la restante farina poco alla volta fino ad ottenere un impasto liscio, morbido ma compatto. Lasciate riposare l’impasto ben coperto per una decina di minuti, poi appiattitelo leggermente su un piano infarinato e piegatelo in due e poi ancora in due nell’altro verso.
Coprite bene e fate lievitare fino al raddoppio (almeno un paio d’ore).
A questo punto porzionate l’impasto nelle vostre focaccine. Con queste quantità, io ne ho fatte dieci. Formate delle palline, disponetele piuttosto distanziate sulla teglia ricoperta da carta da forno e schiacciatele con le dita cercando però di non tirarle. Cospargetele con un abbondante velo di sale e lasciate riposare 30 minuti.
Ora versate un po’ di acqua tiepida e un po’ di olio extravergine su ogni focaccina e formate dei “buchi” con le dita schiacciando energicamente l’impasto. Disponete le olive tagliate a rondelle.
Fate lievitare di nuovo le vostre focaccine tra un’ora e un’ora e mezza.
Infornate in forno già caldo e cuocete a 230 gradi per 10-15 minuti.

Halloween “nori-ben”

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Happy Halloween! Sabato c’è stato il festival musicale nella scuola della mia figlia più grande, e vista la vicinanza di Halloween ho pensato di prepararle questo bento a tema. Il nori-ben, abbreviazione di “nori bento”, è un tipo di bento in cui il riso è ricoperto di okaka e nori. Non ridete :-): l’okaka è un diffusissimo condimento per il riso, e si usa anche molto come ripieno per gli onigiri.

Nel bento trovate inoltre: insatala di patate alla giapponese, karaage, tamagoyaki, pomodorini, broccoli. Le figure di Halloween sono di zucca, carota, formaggio e prosciutto.

Vediamo innanzitutto come preparare l’okaka. 14923154_10208731621620310_1862945448_oDovete procurarvi dei katsuobushi, che sono scaglie di tonno essiccato. Sono venduti in sacchetti da 3 grammi o in sacchetti più grandi, e si vendono dei market asiatici. Sono anche una delle basi per il tipico brodo giapponese (dashi).

Mettete in una padella 9 grammi di katsuobushi (tre sacchetti piccoli), un cucchiaio e mezzo di salsa di soia, un cucchiaio e mezzo di sake, un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di mirin e un cucchiaino di semi di sesamo. Accendete il fuoco e fate consumare tutti i liquidi mescolando continuamente per non far bruciare il tutto. Trasferite in un contenitore e fate raffreddare. L’okaka si conserva in frigorifero per alcuni giorni.

Passiamo alla preparazione del nori-ben. Vi occorreranno del riso già cotto, dell’okaka, del nori e della salsa di soia.
Disponete il riso sul fondo della vostra bento bako, schiacciandolo delicatamente. Cospargetelo di okaka. Ora tagliate dei pezzi rettangolari di nori, che abbiano la stessa larghezza della vostra bento bako, o appena un po’ più grandi (con il calore si ritireranno un po’) e disponeteli leggermente sovrapposti sul riso, come in figura.
Spennellate il tutto con un leggerissimo strato di salsa di soia. Potete fare uno o due strati.
Una volta raffreddato, il vostro nori-ben sarà pronto da decorare!
Io ho utilizzato delle formine da biscotti in tema Halloween a forma di zucca e di fantasmino. Ho fatto bollire in acqua salata per circa tre minuti una fetta di zucca alta mezzo centimetro, poi l’ho coppata con il tagliabiscotti. Ho usato del nori per realizzare gli occhi e la bocca. Il fantasmino invece è realizzato con una fetta di prosciutto a cui ho sovrapposto una sottiletta. Per gli occhi ho usato una cannuccia.
La fetta di carota invece era troppo piccola per il tagliabiscotti, così l’ho semplicemente intagliata con un coltellino. Gli occhi e la bocca sono di nori.

Bento tips

Tip 1 Quando realizzate delle formine con il formaggio ricordate di usare sempre una base come ad esempio del prosciutto, altrimenti il formaggio perderà facilmente la forma.

Tip 2 Lasciate sempre un po’ di spazio tra lo strato di nori e il coperchio del bento bako, altrimenti il nori finirà per attaccarsi al coperchio e nell’aprirlo avrete una spiacevole sorpresa!

 

Muffin banane e cioccolato

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Ancora non ho capito del tutto il perché, ma fino a qualche anno fa ero davvero negata a fare i muffin. Ora sono tra i dolci che mi vengono meglio e sicuramente tra quelli che preparo più spesso per merenda. Li trovo belli, buoni, veloci da preparare, facili da mangiare per i bimbi e anche piuttosto sani, per essere dei dolci.

Il segreto di Pulcinella per avere dei muffin morbidi è quello di mescolare gli ingredienti secchi tra loro, gli ingredienti umidi tra loro e unire i due composti poco prima di infornare senza mescolare molto. Vi assicuro che fa davvero la differenza.

Questi muffin alla banana con gocce di cioccolato sono perfetti per far fuori le banane diventate troppo mature, e ovviamente funzionano anche senza gocce di cioccolato. Vediamo come prepararli.

Ingredienti secchi:
1 cup (125 g) di farina bianca
1/2 cup (62 g) di farina integrale
(oppure potete usare 1 1/2 cup di farina bianca, cioè 187 g)
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
1/2 cup (100 g) di zucchero (io ho usato quello di canna)
gocce di cioccolato a piacere (io ne ho usate 70 g ma voi abbondate pure!)

Ingredienti umidi:
3 banane medio-grandi schiacciate
1 uovo
1/3 cup (75 g) di olio di semi
(oppure potete usare 75 g di burro ma secondo me i muffin vengono meglio con l’olio)

Procedimento:
Per prima cosa preparate la teglia mettendo nel vassoio dei muffin i pirottini in carta. Con queste dosi avrete 12/13 muffin standard (quelli dei pirottini dell’ikea per capirci) oppure una ventina di mini muffin. Se preferite non usare i pirottini ungete e infarinate la vostra teglia da muffin.
In una grande ciotola mescolate gli ingredienti secchi: se proprio volete strafare potete anche setacciare le farine, ma vengono morbidi comunque. In una ciotola più piccola schiacciate le banane e mescolatele con gli altri ingredienti umidi. Se ne avete la possibilità frullate bene il tutto con il minipimer.
Nel frattempo accendete il forno e iniziate a portarlo a 180 gradi.
Versate il composto degli ingredienti umidi nella ciotola più grande e mescolate con una spatola, senza esagerare. State attenti ad arrivare bene fino al fondo della ciotola, ma non preoccupatevi di eventuali grumi, pensate solo ad amalgamare i due composti. A questo punto trasferite il composto nei pirottini già preparati, ma non riempiteli per più dei due terzi altrimenti in cottura straborderanno. E’ buona regola cercare di dividere equamente il composto nei vari pirottini, aiutandovi con un cucchiaio o un dosatore da gelato: ad esempio due cucchiai di impasto per ogni pirottino.
Cuocete in forno per 15 minuti per i mini muffin e 25 per muffin normali. Ogni forno ha i suoi tempi (prova stecchino!), ma i muffin cuociono davvero in fretta e l’unico rischio è quello di cuocerli troppo. Se avete un dubbio, sono già pronti.
Estraeteli subito dalla teglia (sarà facile se avete usato i pirottini, altrimenti dovrete aspettare cinque minuti) e fateli raffreddare su una gratella da pasticceria. Questi muffin si mantengono bene per un paio di giorni in un contenitore a chiusura ermetica e reggono benissimo la congelazione.

Bento con uova di quaglia

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Le uova di quaglia sono una buona alternativa alle uova di gallina perché sono più piccole ed è quindi più facile sistemarle nel bento. Le mie figlie poi, chissà perché, ne vanno letteralmente matte, quindi le uso spesso.
In questo bento trovate inoltre: sandwich al prosciutto, karaage (pollo fritto alla giapponese), asparagi avvolti nella pancetta, pomodorini.
Queste uova marinate sono molto saporite e facili da preparare. Vediamo come.

Ingredienti:

uova di quaglia (qui le vendono a pacchi di dieci. Le faccio tutte e anche se non le uso tutte nel bento chissà come finiscono subito!)
salsa di soia 8 cucchiai
zucchero 2 cucchiai
aceto di riso 2 cucchiai

14689183_10208553967579070_1729967081_oProcedimento:

Fate rassodare le uova di quaglia e sgusciatele. In una terrina mescolate la salsa di soia, lo zucchero e l’aceto e scaldate il tutto nel forno a microonde. Mescolate bene per far sciogliere lo zucchero e mettete a bagno le uova di quaglia. Lasciatele a marinare per una notte intera. Prima di inserirle nel bento asciugatele con un pezzo di carta da cuina. Se volete potete infilzarne una con un pick carino, così sarà più facile mangiarle (acchiapparle con le bacchette è decisamente più complicato).

Bento tips

Tip 1 Per sgusciare le uova di quaglia, fatene rotolare una su un tagliere schiacciandola delicatamente con il palmo della mano, verso l’alto e poi verso il basso. Ora individuate la “camera d’aria” (di solito verso il lato più tondo dell’uovo) e iniziate a sgusciare da lì: basterà fare un forellino e tirare delicatamente e il guscio verrà via come un serpentello!

Tip 2 Nella marinatura le uova tendono a venire a galla. Per evitare che si colorino da una parte sola giratele frequantemente per un paio d’ore, poi mettete un peso direttamente nella terrina (ad esempio un piccolo piatto) in modo che le uova si trovino sempre sotto la marinatura (più o meno). Poi al mattino scegliete comunque quelle colorate più uniformemente.

Tip 3 Ovviamente questa ricetta funziona benissimo anche con le uova di gallina, dovrete solo aumentare la quantità degli ingredienti per la marinatura.

La torta bianca

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La torta bianca è uno dei dolci che preparo quando, per un motivo o per l’altro, ho degli albumi d’uovo avanzati (ad esempio il giorno dopo la carbonara o la crema pasticciera). E’ una torta molto semplice e delicata, che potete personalizzare in molti modi. Io l’ho servita con dei frutti di bosco ma si presta bena anche a una crema a base di cioccolato, ad esempio. Sconsiglio invece di inserire delle gocce di cioccolato nell’impasto perché può diventare piuttosto liquido (e quindi le gocce precipiterebbero sul fondo).

 

Ingredienti

100 g di albumi a temperatura ambiente

150 g di zucchero bianco

200 g di farina

50 g di fecola di patate o maizena

180 g di acqua

125 g di olio di semi

15 g di lievito

aromi a piacere (vaniglia, scorza di limone ecc)

Per guarnire

frutti di bosco a piacere (anche surgelati)

zucchero

 

Procedimento

Montate a neve ben ferma gli albumi aggiungendo lo zucchero un po’ alla volta. Potrebbero volerci anche dieci minuti. Il risultato sarà un composto morbido ma sodo e molto lucido.
In un’altra ciotola setacciate la farina, la fecola e il lievito, aggiungendo eventualmente gli aromi. In una terza ciotola mescolate acqua e olio (se usate la vaniglia liquida aggiungetela qui).
A questo punto iniziate ad unire questi ultimi due composti agli albumi montati a neve: alternate prima un po’ delle polveri, poi un po’ dei liquidi, mescolando con una spatola molto delicatamente, dal basso verso l’alto, cercando di non smontare il tutto. Un po’, comunque, si smonterà inevitabilmente. Quando avrete esaurito gli ingredienti versate il composto ottenuto in una teglia imburrata e infarinata e cuocete a 180 gradi per almeno quaranta minuti. Mi raccomando fate la prova stecchino! Una volta sfornata, la torta deve essere lasciata raffreddare un bel po’ nella teglia perché è molto fragile. A meno che non stiate usando una teglia con fondo rimovibile vi sconsiglio di sformarla subito.

Mentre la torta cuoce, mettete i frutti di bosco con un paio di cucchiai di zucchero in un sacchetto per alimenti e massaggiateli delicatamente. Lasciateli a macerare fino a quando la torta non sarà cotta e fredda.

Al momento di servire, versate su ogni fetta di torta una generola cucchiaiata di frutti di bosco. E buon appetito!

Tamagoyaki, la frittatina dolce giapponese

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Il tamagoyaki è la frittatina dolce giapponese che vedete nel bento qui a lato. E’ un must in tutti i bento, ed è amatissima da grandi e piccini. Ogni famiglia ha la sua ricetta, chi la fa più dolce, chi la fa meno dolce… Questa è la mia, con la spiegazione passo a passo.

Nel bento inoltre trovate: un onigiri a forma di Rilakkuma, dei pomodorini, qualche foglia di lattuga e degli edamame.

Ingredienti per un tamagoyaki:

3 uova

2 cucchiai di zucchero (a me piace dolce… voi regolatevi secondo i vostri gusti)

1 cucchiaio di sake

1 pizzico di sale (c’è chi usa la salsa di soia. A me sembra che scurisca un po’ il risultato finale, quindi preferisco usare il sale)

Vi serviranno inoltre: una padella rettangolare (la mia è 13×18 cm), una spatola, delle bacchette per cucinare, dell’olio di semi e un pezzo di carta da cucina.

Procedimento:

Mescolate bene tutti gli ingredienti in modo che lo zucchero si sciolga. Scaldate l’olio di semi nella padella rettangolare, e ungetela bene in tutta la superficie aiutandovi con la carta da cucina. Asciugate l’eccesso e tenete da parte la carta da cucina per ungere di nuovo la padella in seguito, se ce ne fosse bisogno. Versate una parte del composto nella padella in modo da coprirne tutta la superficie con uno strato molto sottile (come fareste per una crèpe). Quando il composto inizierà a rapprendersi, aiutandovi con le bacchette staccatelo dai bordi e poi aiutandovi con la spatola arrotolalelo su se stesso da destra verso sinistra, come in figura.

 

Spostate il rotolino che avrete ottenuto sulla destra della padella (la parte opposta al manico) e schiacciatelo con la spatola. Dopo aver liberato la padella da eventuali residui e aver unto nuovamente la superficie (solo se ce n’è bisogno), versate un nuovo strato sottile di composto, e fate in modo che si distribuisca anche sotto il primo rotolino, aiutandovi con le bacchette o con la spatola. Quando avrà inziato a rapprendersi, arrotolatelo nuovamente su se stesso verso sinistra e poi spostatelo a destra. Schiacciatelo con la spatola.

A questo punto il vostro tamagoyaki sarà sempre più spesso: fate attenzione a non romperlo! Procedete versando un altro strato sottile, arrotolate e poi versate un altro strato fino a esaurimento degli ingredienti. Di solito con tre uova io faccio quattro o cinque strati.

Quando avrete finito gli strati e spento il fuoco sarà il momento di schiacciare per bene il vostro tamagoyaki in modo da compattarlo. In Giappone si usa uno speciale attrezzo in legno, ma la spatola da cucina va benissimo. Schiacciatelo bene spostandolo in varie parti della padella per schiacciarlo in tutte le direzioni.

Toglietelo dalla padella e fatelo raffreddare completamente prima di avvolgerlo nell’alluminio e metterlo in frigo. Affettatelo con un coltello a lama liscia e inseritelo nel vostro bento!

Bento tips

Tip 1 Se non possedete una padella rettangolare (che si può acquistare su amazon a prezzi abbastanza contenuti cercando “tamagoyaki”) potete usare una padella rotonda, avendo cura di ripiegare i bordi laterali dello strato sottile di frittatina prima di arrotolarlo partendo da uno dei due lati non ripiegato.

Tip 2 Potete usare la padella nel verso che preferite: potete tenerla in orizzontale come faccio io o anche in verticale, se vi sembra più comodo. L’importante è che troviate il modo di arrotolare la frittatina senza romperla!

Pastéis de nata

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I pastéis de nata o de Belém, o, come li chiamano qui in giappone in modo molto poco poetico, egg tart, sono dolcetti portoghesi ripieni di una crema a base di uova. Molte uova: sono una vera e propria bomba calorica ma vi assicuro che ne vale la pena! Sono tipici non solo del Portogallo ma di tutti i paesi che hanno vissuto l’ingluenza portoghese, tra cui ad esempio Macao, e forse è per questo che sono così amati in Giappone. Vediamo come si preparano.

Per la pasta sfoglia: compratela pronta oppure fatela seguendo ad esempio questa ricetta. Se decidete di comprarla leggete l’etichetta e ricordate che gli ingredienti della pasta sfoglia solo solo ed esclusivamente: farina, burro, sale, acqua. Tutto quello che trovate in più sulla lista degli ingredienti è inutile e dovrebbe farvi sospettare sulla qualità del prodotto che state per comprare.

Per il ripieno:

200 ml di panna

300 ml di latte

la buccia di un limone grattugiata

un cucchiaio di farina

180 g di zucchero

4 tuorli

2 uova

Procedimento:

Sciogliere la farina nel latte e metterlo a scaldare insieme alla panna in un tegame dal fondo pesante. Poco prima che arrivino all’ebollizione, spegnere il fuoco, aggiungere lo zucchero mescolando e lasciar intiepidire. Nel frattempo sbattere con una frusta a mano le uova e i tuorli, e poi aggiungerli al composto intiepidito.

Rivestire degli stampini da muffin o da tartelletta con la pasta sfoglia. Riempirli con il composto di uova e cuocerli in forno molto caldo (230 gradi) per circa venticinque minuti.

14340085_10208317132218334_71303883_oSe avanzate del composto di uova potete fare dei budini molto gustosi, cuocendoli in forno a bagno maria a 160 gradi per almeno un’ora. La versione iper calorica del creme caramel!