Chicken nanban

Il chicken nanban è uno dei piatti di pollo più popolari in Giappone. Si tratta di pollo (qualsiasi parte) fritto e poi marinato in una salsa a base di salsa di soia, aceto e zucchero: una sorta di carpione giapponese, insomma. A me piace molto soprattutto d’estate perché l’aspro aiuta a contrastare il caldo.
L’aspro dell’aceto è comunque contrastato dalla dolcezza dello zucchero, quindi questo è un piatto amato molto anche dai bambini.

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Il piatto è originario del Kyushu e soprattutto della prefettura di Miyazaki, ma è oggi diffuso ovunque. Il nome “nanban” si riferisce al periodo in cui i primi europei entrarono in Giappone, tra il 1500 e il 1600, il che suggerisce una qualche influenza culinaria che però non ho indagato oltre (ma mi incuriosisce).
Di solito per il nanban si usa il pollo, ma posso assicurarvi che sta benissimo con tutta una serie di altri ingredienti: salmone, pesce spada, verdure varie (sia cotte che crude), uova in camicia… come il carpione insomma!

Nel bento trovate inoltre: riso bianco, uovo al miso, gamberi con salsa chili, broccoli, pomodorini, un pezzetto di pannocchia, kiwi e uva nera.

Ingredienti:

una coscia di pollo con sovracoscia, disossata e con la pelle
farina q.b.
un uovo
sale e pepe
olio per friggere

Per la salsa:
salsa di soia, aceto di riso e zucchero in parti uguali

Verdure crude tagliate sottilissime: carote, cipolle, cetrioli
Salsa tartara per servire

Procedimento: salare e pepare il pollo. Infarinarlo e poi passarlo nell’uovo sbattuto. Friggere immediatamente nell’olio ben caldo. Quando sarà dorato da entrambe le parti, asciugarlo su carta da cucina e mettere da parte.
Nel frattempo, preparare la salsa. Unire in una ciotola salsa di soia, aceto di riso e zucchero in parti uguali (ad esempio cinque cucchiai di ogni ingrediente: dipende dalla grandezza del vostro pezzo di pollo) e scaldarli nel forno microonde o sul fuoco fino a quando lo zucchero non sarà completamente sciolto.
Trasferire il pollo in un contenitore  a chiusura ermetica, aggiungere le verdure crude e irrorare con la salsa. Far raffreddare e trasferire in frigorifero. Si conserva per parecchi giorni e anzi diventa sempre più buono.
Al momento di comporre il bento, mettete il pollo su un piatto e tagliatelo a pezzi o a striscioline. Poi adagiatelo sul riso caldo che avrete messo nella bento bako, insieme a qualche verdurina marinata. Aggiungete infine la salsa tartara.

Bento tips

Tip 1 Assicuratevi di “scolare” bene il pollo dalla sua marinatura prima di metterlo sul riso, o all’ora di pranzo sarà tutto pasticciato.
Tip 2 Potete preparare una simil salsa tartara schiacchiando un uovo sodo e un cetriolino sotto aceto nella maionese (io in mancanza del cetriolino sotto aceto ci ho messo un po’ di cetriolo crudo e qualche cappero).
Tip 3 Questo è il classico piatto che potete preparare nel week end per i bento della settimana!

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“Il rotolo”

Conosciuto con mille nomi, bisquit, biscotto arrotolato, roll cake… per noi è semplicemente “il rotolo”. E’ un dolce davvero semplice, con pochissimi ingredienti, che si fa in un attimo (e non serve neanche la teglia!). Io ne faccio due versioni, ovviamente quella più a apprezzata è al cioccolato, ma a me piace anche semplice!

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Rotolo al cioccolato
Ingredienti:
2 uova
90 g di zucchero
40 g di farina
20 g di cacao
la puntina di un cucchiaino di lievito per dolci
Per farcire:
marmellata di arance
Per guarnire:
un mandarino o un piccolo arancio
zucchero a velo

Procedimento:
montare le uova con lo zucchero a lungo, molto a lungo. Devono diventare bianche e spumose, e potrebbero volerci anche quindici minuti. E’ l’unico passaggio un po’ laborioso, ma ne vale la pena. Aggiungere la farina setacciata con il cacao e il lievito e mescolare con una spatola dal basso verso l’alto molto delicatamente (non usare la fruta!), in modo da non smontare il composto.
Disporre un foglio di carta da forno sulla placca del forno e spalmarvi delicatamente il composto, dandogli forma rettangolare. Se è montato bene, tiene la forma e non “cola” dappertutto. Se non fosse montato bene, potete considerare di utilizzare una teglia rettangolare  di circa 30 per 20 cm.
Infornare a 180 gradi per circa 15 minuti.
Una volta tirato il vostro rotolo non ancora arrotolato fuori dal forno, ribaltatatelo subito su un altro foglio di carta da forno messo su una gratella da pasticceria. Aspettate qualche minuti e staccate delicatamente il primo foglio.

19197534_10210697036034442_1232790493_oQuando il rotolo si sarà raffreddato (ma non seccato, state attenti!), spalmate la marmellata e arrotolatelo aiutandovi con la carta da forno e stringendo bene. Avvolgetelo nella pellicola per alimenti, chiudete a caramella e ponete in frigo per circa mezz’ora, in modo che si rassodi un po’.
All’ora di merenda togliete il rotolo dal frigo, eliminate la pellicola, spolverizzate di zucchero a velo e guarnite con sottili fette di mandarino o arancio.

Ovviamente potete farcire il rotolo con qualsiasi marmellata vi piaccia, o con crema pasticcera, nutella, panna montata, panna montata e frutta fresca… tutto quello che vi suggerisce la fantasia!

19126147_10210697035954440_1221242882_oPer una versione non al cioccolato invece, gli ingredienti sono:
2 uova
60 g di zucchero
60 g di farina
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
un po’ di vaniglia o scorza di limone (se piace)

Il procedimento è lo stesso. Questo è farcito semplicemente con marmellata di albicocche (una merenda dell’ultimo minuto!)

Hana-mi e tsukemono

17797453_10210096894871288_1650061648_oQuesta è la stagione dei ciliegi in fiore. In Giappone il ciliegio è un albero molto amato, e ci sono interi viali o parchi in cui sono piantati, strategicamente, solo ciliegi, in modo che durante la stagione della fioritura, che dura pochi giorni, si creino come delle nuvole rosa tra cielo e terra.

E’ consuetudine in Giappone fare pic nic sotto i ciliegi in fiore, hana-mi (letteralmente “guardare i fiori”). Si fanno con gli amici, con i colleghi, con i compagni… anche da soli. E così abbiamo fatto anche noi: coperta, bento e un sole tiepido di prima primavera, e via verso il parco.

Perché i giapponesi amano i fiori di ciliegio? Perché con la loro breve fioritura ricordano la caducità di tutte le cose e la brevità di ogni felicità. Felicità che però, anche se sfiorisce, poi ritorna, in un ciclo che non ha mai fine.

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Per i bento di questo hana-mi ho pensato di preparare, oltre alle solite pietanze a prova di bambine, del cavolo rosso marinato al limone: rosa come i fiori di ciliegio (in realtà è un rosa decisamente più carico ma non sottilizziamo) e leggermente aspro. Con l’arrivo della stagione calda mi piace inserire nel bento qualcosa di aspro per contrastare la calura.

17797030_10210096895791311_790649500_oNel bento trovate inoltre: sandwich con lattuga e prosciutto cotto e con uova e maionese, karaage, uova di quaglia marinate, insalata di broccoli, gamberi e arachidi, renkon all’aceto balsamico, mezzo pomodorino.

Ingredienti:

un ottavo di cavolo rosso
mezzo limone tagliato a fette sottili e privato dei semi
sale

Procedimento: tagliate il cavolo rosso a striscioline sottili eliminando le parti più spesse vicino al gambo.
Mettete le striscioline in una ciotola e aggiungete abbondante sale, poi massaggiate il cavolo usando le mani. Lasciate riposare per mezz’ora (se vi è possibile, mettete un peso sopra il cavolo, ad esempio un’altra ciotola piena d’acqua).
Trascorso il tempo, vedrete che il cavolo avrà rilasciato un po’ d’acqua. Scolatelo bene, e asciugate sommariamente con della carta da cucina.

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A questo punto trasferitelo in un contenitore con coperchio e aggiungete al cavolo rosso le fettine di limone. Mescolate per bene, chiudete e mettete in frigorifero.
Si conserva bene per diversi giorni in frigorifero, e il gusto del limone sarà sempre più accentuato. Io mangio anche le fettine di limone!

Bento tips

Tip 1 la ricetta di oggi è una tsukemono, cioè verdura in una sorta di “salamoia”, uno dei cibi giapponesi tradizionali per eccellenza e che accompagna ogni pasto giapponese che si rispetti. La tsukemono più famosa in assoluto è l’umeboshi, la prugna in salamoia, ma ce ne sono centinaia di tipi, tutti diversi e (quasi) tutti buonissimi!

Tip 2 le tsukemono anticamente (molto prima dell’invenzione dei frigoriferi) erano preparate per conservare le verdure che altrimenti sarebbero andate a male. Ancora oggi si dice abbiano proprietà benefiche e di conservazione. Ad esempio si dice che l’umeboshi aiuti a preservare il bento dal caldo, in estate. Oltre a fare molto bene allo stomaco (se riuscite a mangiarla!).

 

Pangoccioli

Magari qualcuno si stupirà, ma una delle cose che manca all’estero è… la scelta di merendine. Quelle del Mulino Bianco per intenderci. E di biscotti. Sempre quelli del Mulino Bianco, per intenderci. Qui in Giappone, forse perché hanno un altro concetto di merenda, le merendine sono molto meno varie, e i biscotti sono veri e propri dolci, per non parlare dell’assenza assordante dei biscotti da inzuppo.

(Per due volte nel supermercato vicino a casa mia ha preso una fornitura di bicotti italiani da inzuppo. Ne compravo dieci pacchi alla volta, giuro. Poi non li hanno più presi. Mi sa che li compravo solo io.)
(Comunque li ricomprerei. Anche tutta la fornitura, se necessario.)

17342018_10209917547507716_1352240755_oDicevo, mancando le merendine, ce le facciamo. Il gusto è ottimo, anche migliore di quelle industriali per ovvi motivi. Sulla conservabilità dobbiamo ancora lavorare, per ora ci accontentiamo di congelare tutto e scongelare all’occorrenza.

Dei pangoccioli si trovano decine di ricette in rete, e ne ho provate tante. Questa è decisamente quella che preferisco, e non è neanche particolarmente complicata. Sono partita da questa ricetta di Simonetta, che vi consiglio come pane semidolce, veramente ottimo e soffice!

Ingredienti per circa quindici pangoccioli:

 Roux:
85 g di latte
15 g di farina

Impasto:
315 g di farina forte
2 g di lievito di birra secco
15 g di latte in polvere
70 g di zucchero
125 g di latte
1 uovo
40 g di burro
5 g di sale
100 g di gocce di cioccolato (a piacere)

Per spennellare:
1 tuorlo
1 cucchiaio di latte

Procedimento:
Iniziamo con il roux. Sciogliere la farina nel latte e porre sul fuoco. Mescolare fino a quando il composto non inizierà ad addensarsi. Trasferire in una ciotola, coprire con pellicola a contatto e far raffreddare.
Quando il roux sarà freddo possiamo passare all’impasto. Aggiungiamo al roux il latte e l’uovo e mescoliamo per bene. Nella ciotola della planetaria (o in una ciotola molto grande se impastate a mano) mescolate la farina con il lievito, il latte in polvere e lo zucchero e poi aggiungete il composto di roux, latte e uovo e iniziate a impastare con il gancio a foglia. Aggiungete il sale. L’impasto sarà estremamente appiccicoso: è normale. Quando l’impasto comincerà a incordarsi aggiungete il burro a temperatura ambiente, in più riprese. Se l’impasto fosse davvero troppo molle, aggiungete un cucchiaio di farina, ma state attenti a non esagerare: ne va della morbidezza dei vostri pangoccioli! Continuate a impastare a lungo, almeno dieci minuti con la planetaria, fino a quando avrete ottenuto un composto liscio ed elastico. Cambiate il gancio con quello a uncino e inserite le gocce di cioccolato. Fate fare un paio di giri alla planetaria in modo da distribuirle bene e mettete a lievitare il vostro impasto, coperto, per almeno un paio d’ore, o fino al raddoppio.

Riprendete in mano il vostro impasto ormai lievitato e dividetelo in pezzi da 50 g l’uno. Formate delle palline ripiegando l’impasto su se stesso e poi passandolo attraverso un anello formato dal pollice e dall’indice della vostra mano. Spennellate i pangoccioli di tuorlo sbattuto con un cucchiaio di latte e metteteli di nuovo a lievitare fino al raddoppio.
A questo punto spennellateli di nuovo e infornate a 180 gradi per circa 15 minuti.

Buona merenda!

Bento “indiano” con riso alla curcuma

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A volte il riso bianco viene a noia, allora cambiamo un po’ con questo riso alla curcuma dal sapore indiano. Nel bento trovate inoltre: pollo al chili, insalata di patate, spinaci bolliti, mezzo uovo sodo marinato in salsa di miso, cavolfiore romanesco saltato con acciughe e aglio, pomodorini, lattuga.
(Le ricette del pollo e della salsa di miso saranno pubblicate nei prossimi post)

 

 

Riso alla curcuma

Ingredienti per un go di riso (nel bento ne no messo circa metà):

un go di riso
200-225 ml di acqua
mezzo spicchio di aglio
un pezzetto di zenzero fresco
un cucchiaino di curcuma
un pizzico di cumino
un pizzico di cannella
un pizzico di sale
un pezzetto di burro

Procedimento:

Iniziamo a preparare il riso come se stessimo preparando del normale riso bianco, quindi laviamolo e mettiamolo a bagno per circa mezz’ora. A questo punto aggiungiamo tutti gli altri ingredienti: l’aglio e lo zenzero schiacciati, le spezie, il sale e il burro. Procediamo poi normalmente con la cottura: copriamo con un coperchio, accendiamo il fuoco e quando l’acqua inizierà a bollire abbassiamo il fuoco e facciamo cuocere per dieci minuti. Controlliamo che l’acqua sia tutta consumata e alziamo il fuoco per dieci secondi. Spegnamo e lasciamo riposare per dieci minuti. A questo punto possiamo mescolare.

Il riso alla curcuma è un piatto molto profumato e se non lo usate nel bento potete abbinarlo a dei curry asciutti o ad altri piatti indiani.
Potete anche aggiungere a inizio cottura (insieme alle spezie, per intenderci) dell’uvetta secca e cospargerlo di pinoli tostati prima di servirlo.

Bento tips

Tip 1 Il riso alla curcuma ha uno splendido colore giallo e darà allegria ai vostri bento: provatelo!

Tip 2 Se non vi piace l’aglio potete ovviamente ometterlo ma il risultato non sarà lo stesso: potete piuttosto ridurne la quantità

Tip 3 Mondate e schiacciate prima l’aglio e poi lo zenzero: non vi puzzeranno le mani!

Sfogliatine di mela

sfogliatine-di-meleQueste sfogliatine sono velocissime da preparare e sono un’ottima alternativa alla più impegnativa apple pie.

Ingredienti per quattro sfogliatine:

una mela grande o due piccole
200 g di pasta sfoglia pronta
burro, zucchero per cuocere le mele
un tuorlo e altro zucchero per spennellare
un cucchiaino di fecola di patate

Procedimento:

Fate scongelare in frigo la pasta sfoglia pronta, se è congelata. Ricordate le raccomandazioni per l’acquisto di una buona pasta sfoglia: gli ingredienti devono essere solo farina, acqua, burro e sale. Se ce ne sono altri, valutate l’acquisto di un prodotto diverso.
Nel frattempo cuocete la mela: in un padellino sciogliete un pezzetto di burro e aggiungete la mela a pezzetti insieme a un cucchiaio di zucchero. Potete aumentare la quantità di zucchero in base alla dolcezza della mela e ovviamente ai vostri gusti. Quando la mela sarà cotta spegnete il fuoco e fate raffreddare completamente. Potete aggiungere dell’uvetta rinvenuta o delle mandorle a pezzetti.
Riprendete la pasta sfoglia e tagliatela nelle forme che preferite: io ho fatto due sfogliatine quadrate, una rotonda e una gabbia. Le sfogliatine dovranno avere uno strato di pasta sfoglia sopra e uno sotto.  Praticate dei tagli sui pezzi che diventeranno gli strati superiori, in modo che il vapore che si formerà in cottura possa uscire. Potete creare dei semplici camini o fare disegni più elaborati. Scatenate la fantasia!
A questo dividete sui pezzi di pasta sfoglia che diventeranno le parti inferiori delle vostre sfogliatine il cucchiaino di fecola di patate (va bene anche l’amido di mais): servirà ad assorbire il liquido che, eventualmente, rilasceranno le mele. Mettete al centro di ogni pezzo di pasta sfoglia un quarto delle mele (abbondate), lasciando liberi i bordi. Bagnate con acqua i bordi (potete usare un pennello o più semplicemente un dito) e ricoprite con i pezzi di sfoglia che diventeranno lo strato superiore delle sfogliatine.
Mettete in frigo. Davvero, mettete in frigo, o anche in freezer. Questo passaggio è fondamentale per ottenere una cottura perfetta e una pasta sfoglia croccante.
Dopo una decina di minuti, scaldate il forno a 180 gradi. Sbattete il rosso d’uovo e appena prima che il forno arrivi a temperatura tirate fuori le sfogliatine dal frigorifero e spennellatele con il tuorlo, per poi cospargerle lievemente di zucchero. Cuocete per circa 20/25 minuti, fino a completa doratura.

Quanto ci metti a preparare un bento?

16326720_10209507966708452_1692231335_oE’ questa una delle domande che mi vengono fatte più spesso dagli amici italiani. In questo post proverò a rispondere.

Il tempo impiegato a preparare un bento dipende sostanzialmente da due cose: la complessità del bento e i preparativi che vengono fatti il giorno prima (o nei giorni precedenti e poi congelati). Intendiamoci: per fare un bento bisogna alzarsi presto, ci vuole decisamente più tempo che per farcire un paio di panini. Ma con qualche accorgimento i tempi si accorciano notevolmente.

Inannazitutto il riso: ha bisogno di un po’ di tempo per cuocere. Se non avete una macchina cuociriso con il timer da impostare la sera prima potete tranquillamente cuocerlo il giorno precedente, conservarlo in un contenitore ermetico in frigorifero e poi riscaldarlo nel forno a microonde prima di formare gli onigiri. Oppure potete mettere il riso nella bento bako direttamente, ricoprendolo magari con semi di sesamo tostati, come ho fatto io nel bento in foto. Tempo massimo: venti secondi.

O ancora, potete fare dei sandwich.

Se volete fare un bento carino progettatelo tassativamente il giorno prima (magari anche facendo un disegno). Le forme di prosciutto o di formaggio possono essere tagliate il giorno prima e conservate in frigorifero. L’alga nori invece va tagliata e utilizzata sul momento altrimenti si ammorbidisce, quindi se volete ad esempio disegnare con il nori una faccina sul prosciutto dovrete tagliare il prosciutto il giorno prima e il nori la mattina dopo. Comunque il tempo che impieghereste la mattina, lo impiegherete il giorno prima (non c’è trucco non c’è inganno), quindi non è che cambi molto: ma con il tempo si acquisisce manualità, tranquilli.

Quasi tutte le pietanze che utilizzo nel bento possono essere (e spesso, anzi, sono effettivamente) preparate il giorno prima. Nel week end preparo e porziono carne o pesce per i bento della settimana e poi li congelo, tirandoli poi fuori dal freezer la sera prima di preparare il bento (a volte mi dimentico e li metto nel bento congelati: per l’ora di pranzo sono comunque scongelati).

Solo in rari casi mi capita di cuocere carne o pesce la mattina stessa. So che molti lo fanno, ma prima di colazione non me la sento proprio 🙂 . Di mattina mi limito a fare gli onigiri o i sandwich, bollire qualche verdura se ce n’è bisogno, disporre il tutto nella bento bako e decorare.

Pietanze che preparo il giorno prima o nel week end:
pollo, involtini di carne, polpette, piccoli hamburger, pesci vari, tamagoyaki,
broccoli bolliti (l’odore del broccolo che bolle mischiato a quello di caffè non mi fa impazzire)
insalata di patate
uova sode.

Pietanze che preparo la mattina stessa:
riso e sandwich
verdure bollite
gratin
insalate di verdure crude.

Quindi la risposta è: a seconda del bento, tra i quindici e i quaranta minuti, direi.

Calzoncini

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A volte la voglia di pizza arriva anche a merenda… E allora la soddisfiamo con questi piccoli calzoni snack: dei calzoncini in pratica. Ho usato due ripieni: i classici pomodoro, prosciutto e ricotta e quelli rivisitati uovo, parmigiano e ricotta.

 

Ingredienti

Per l’impasto:
280 g di farina forte
180 g di acqua
2-3 g di lievito di birra granulare
10 ml di olio extravergine d’oliva
un pizzico di sale

Per il ripieno:
4 fette di prosciutto cotto
8 cucchiai di passata di pomodoro
5 cucchiai di ricotta
1 uovo
parmigiano
sale, pepe
eventualmente mozzarella (io non l’avevo)

Olio extravergine e sale per la finitura

Procedimento:

Mescolate farina e lievito, aggiungete un po’ alla volta l’acqua a temperatura ambiente e iniziate a impastare. Aggiungete l’olio e il sale e continuate a impastare fino ad ottenere un composto liscio ed elastico. Coprite e fate lievitare fino al raddoppio (potrebbero volerci due o tre ore, a seconda della temperatura dell’ambiente. E’ sempre consigliabile riporre l’impasto in un luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria, ad esempio nel forno spento).
Quando l’impasto sarà lievitato, dividetelo in otto parti uguali e stendetele cercando di dar loro una forma il più possibile rotonda. Trattandosi di pasta “da pizza” l’ideale è stenderla con le mani, schiacciandola senza tirarla. Se vi sembra un’impresa impossibile e la pasta tende a tornare in dietro quando la tirate, lasciatela riposare coperta per un quarto d’ora: vedrete che dopo sarà più lavorabile.
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Una volta che avrete le vostre otto minipizze procedete a farcire i calzoncini. Su quattro di loro stendete due cucchiai di passata di pomodoro ciascuna, una fetta di prosciutto a pezzi, un po’ di mozzarella se la usate e un cucchiaio di ricotta. Vediamo di farlo bello grosso ‘sto cucchiaio di ricotta, che i calzoncini devono essere panciuti. Chiudetli poi a mezzaluna sigillando bene i bordi, prima schiacciandoli con le dita e poi arrotolando tutto il contorno. Ricordate: il ripieno cercherà in tutti i modi di uscire e la nostra missione è impedirlo.Per farcire gli altri quattro calzoncini sbattete l’uovo con il parmigiano, un pizzico di sale e un po’ di pepe, e infine stemperateci il cucchiaio di ricotta rimasto. In questo caso il ripieno è piuttosto liquido, quindi i calzoncini all’uovo vanno riempiti tenendoli in mano e formando una specie di incavo al centro. Io ho deciso di chiuderli a fagottino, come i panini cinesi al vapore, ma potete scegliere la forma che preferite. E’ meglio non chiuderli a mezzaluna per due motivi: questo ripieno uscirà di sicuro, quindi è meglio che la chiusura sia in alto, e dar loro una forma diversa aiuta anche a distinguerli dagli altri.

Quando i calzoncini sono formati, copriteli e fateli lievitare nuovamente per circa mezz’ora.
Prima di infornarli spennellateli di olio e salateli leggermente in superficie. Cuocere in forno caldo a  180 gradi per 15-20 minuti.

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Zucca con sciroppo d’acero

16010140_10209396685886501_1972974183_oUno dei problemi nei bento per bambini è inserire le verdure. Si spera che crescendo inizieranno ad apprezzarle tutte, ma finché sono piccoli è molto difficile variare. Io già mi ritengo fortunata…
Essendo una verdura dal sapore dolce, la zucca  è di solito moderatamente apprezzata, e io la inserisco spesso nei miei bento, in diverse varianti (che magari illustrerò in post futuri). La zucca giapponese è piccola, tondeggiante, con la buccia commestibile. Questa semplicissima ricetta funziona ovviamente con ogni varietà di zucca: abbiate solo cura di sbucciarla se la buccia non si mangia.
Nel bento trovate inoltre: onigiri al tonno con roselline di umeboshi, tamagoyaki con porri, involtini di carne di maiale con carote e fagiolini, pomodorino, edamame e una foglia d’insalata tanto per dare un tocco di colore.

Ingredienti per  150 g di zucca:
ovviamente la zucca
acqua a coprire
un pizzico di sale
due cucchiai di sciroppo d’acero

Vi serviranno inoltre:
un coltello affilato
una boule che possa andare nel forno a microonde
della pellicola trasparente per alimenti (o un piatto per coprire la boule)

Procedimento:
Innanzitutto sfatiamo un mito: non è affatto vero che la zucca è dura da tagliare. Basta avere il coltello giusto. Quindi affilate i vostri coltellacci, prendete il vostro tagliere e cominciamo! Eliminate i semi della zucca con un cucchiaio o semplicemente con le mani, poi tagliatela a pezzettoni sul tagliere. A questo punto togliete la buccia se avete deciso di sbucciarla. Vi sconsiglio di cercare di sbucciarla da intera o a pezzi molto grossi: ricavate dei pezzi che si appoggino stabilmente al tagliere e solo a quel punto procedete a togliere la buccia, sempre con coltello (con il “pelapatate” è molto difficile). Ricavate poi dei pezzi piccoli e piuttosto regolari.
Disponeteli nella vostra boule e copriteli d’acqua. Aggiungete sale e sciroppo d’acero, coprite e trasferite nel forno a microonde, dove dovranno cuocere a 600 W per circa sette minuti, o fino a quando saranno morbidi ma non sfatti. Lasciate raffreddare e solo prima di inserire la zucca nel bento scolatela dal liquido (ricordate che nella bento bako non vanno MAI i liquidi).
Ovviamente tutto il procedimento può anche essere fatto sul fuoco.

Bento tips
Tip 1 Vista la cottura in umido della zucca è preferibile disporla in una coppetta, magari in silicone o comunque impermeabile, per evitare che bagni gli altri alimenti e che il liquido che, seppur in minima quantità, rilascerà se ne vada in giro per la bento bako.

Brownies

15778594_10209263204709555_855913220_oSe come me siete amanti dei dolci e del cioccolato, non potete non adorare i brownies. Come già saprete, si tratta di un dolce americano, di semplicissima esecuzione, a base appunto di cioccolato, burro, uova. Insomma una bomba calorica, ma ne vale la pena.

Ci sono due scuole: chi preferisce i brownies “tortosi” e chi li preferisce “fudgy”. Io li preferisco tortosi ma non disdegno neanche gli altri, figurarsi!

Negli anni ho provato una marea di ricette, e sinceramente è un dolce talmente semplice che è difficile che venga male. Questa però è ancora più semplice delle altre, si sporca una sola ciotola e si usa solo il cacao e non il cioccolato (se scegliete la versione senza glassa)… Insomma, una merenda da preparare con i bambini che si divertiranno moltissimo e potranno fare davvero tutto da soli!

Ingredienti:
100 g di burro
150 g di zucchero
1 cucchiaino di vaniglia
1 cucchiaino di rum

2 uova
40 g di cacao
70 g di farina
un pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
una manciata di noci spezzettate (o di più, a piacere)

Ingredienti per la glassa (facoltativa ovviamente):
50 g di cioccolato fondente
10 g di burro

Procedimento:
Sciogliere il burro nel forno a microonde, aggiungere zucchero, le uova, la vaniglia e il rum mescolando con un cucchiaio. Con una frusta amalgamare poi il cacao, la farina, il sale e il lievito. Da ultimo, aggiungere le noci spezzettate e mescolare leggermente per distribuirle.
Foderare una teglia rettangolare o quadrata di carta da forno (io ne ho usata una 20x20cm), trasferirvi il composto, livellarlo e cuocere in forno preriscaldato a 175 gradi per 25-30 minuti.
Sfornare e trasferire il dolce, con la sua carta da forno, su una gratella da pasticceria per farlo raffreddare. Quando sarà freddo preparare la glassa sciogliendo cioccolato e burro ancora nel forno a microonde. Spalmarla sul dolce con una spatola e aspettare che si solidifichi. A questo punto il dolce è pronto per essere tagliato a quadratini: è giusto l’ora di merenda!